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Calcoli renali: diagnosi, trattamento e prevenzione

Calcoli renali diagnosi trattamento prevenzione_Villa Mafalda RomaIn un articolo precedente sono state analizzate le possibili cause ed i sintomi legati ai calcoli renali, i quali si formano in seguito alla precipitazione dei sali minerali contenuti nelle urine. Questa patologia tende  a recidivare, perciò le persone che ne soffrono sono esposte a nuovi e ripetuti episodi nel tempo.
Vediamo nel dettaglio quali sono gli esami diagnostici consigliati e come è possibile intervenire.

DIAGNOSI

I calcoli renali possono essere costituiti da differenti  componenti chimiche, sia singole che in combinazioni. Quelli di Ossalato di calcio o di Fosfato di calcio sono radiopachi, mentre quelli di Acido urico sono radiotrasparenti (ossia invisibili nelle radiografie standard). Per questa ragione l’esame di prima scelta per la diagnosi è l’ecografia, che può essere seguita dalla TAC solo nei casi dubbi, quando bisogna scegliere il trattamento chirurgico più adeguato.

TRATTAMENTO DEI CALCOLI RENALI

L’80% dei calcoli renali con un diametro inferiore ai 4 mm vengono eliminati spontaneamente. Quando si manifesta una colica renale, poiché questa è dovuta alla contrazione spastica della muscolatura liscia che tenta di superare l’ostruzione, l’approccio terapeutico  iniziale prevede l’assunzione di:

  • FARMACI ANTISPASTICI che riducono la contrattilità della muscolatura liscia
  • ANALGESICI che alleviano il dolore
  • FANS (Antinfiammatori Non Steroidei) che permettono di interrompere il circolo vizioso “dolore-spasmo-dolore”, senza interferire con la peristalsi ureterale, indispensabile per l’eliminazione spontanea dei calcoli.

TECNICHE DI INTERVENTO

Nei casi in cui il calcolo renale non venga espulso spontaneamente, la scelta del trattamento, chirurgico o non, dipende dalla grandezza del calcolo e dalla sua sede:

  • LITOTRISSIA EXTRACORPOREA AD ONDE D’URTO. È una tecnica non invasiva, che non necessita di alcuna anestesia. Viene utilizzata quando il calcolo ha un diametro inferiore ai 2 cm e prevede che il paziente si sdrai sul macchinario, con il fianco appoggiato su un cuscino pieno d’acqua. Le onde d’urto generate dal litotritore frantumano il calcolo, i cui frammenti vengono poi eliminati con le urine nei giorni successivi al trattamento.
  • LITOTRISSIA ENDOSCOPICA PER VIA URETEROSCOPICA. Questa procedura non prevede nessuna incisione e rappresenta la tecnica di prima scelta per calcoli renali con un diametro superiore ad 1 cm. Una piccola sonda endoscopica viene inserita attraverso l’uretra; mediante un filo guida di sicurezza, si risale lungo l’uretere fino a raggiungere il calcolo, che viene frantumato con il laser ad olmio.
  • LITOTRISSIA PERCUTANEA. Rappresenta il trattamento di prima scelta per i calcoli con un diametro superiore ai 2 cm. Questo procedimento è invasivo e viene eseguito in anestesia generale, in quanto prevede l’inserimento di un piccolo tubicino attraverso un accesso percutaneo di circa un centimetro di diametro, eseguito nel fianco del paziente. Attraverso di esso viene inserita una sonda ad ultrasuoni in grado di frantumare il calcolo ed i cui frammenti vengono poi aspirati.
  • CHIRURGIA A CIELO APERTO. Questo intervento viene effettuato solo in rari casi di calcolosi così complessi da rendere sconsigliate tutte le procedure endoscopiche.

PREVENZIONE

Al fine di ridurre il rischio di calcoli renali, è molto importante:

  • mantenere diluiti i sali nelle urine, bevendo molta acqua, ma anche tè o succhi di frutta
  • evitare le bevande gassate
  • limitare molto birra e vino
  • praticare una moderata attività fisica
  • evitare stress emotivo e fatica fisica eccessiva
  • le persone che soffrono di periodiche coliche renali dovrebbero evitare le forti sudorazioni (ad esempio nel periodo estivo) e comunque reintegrare i liquidi persi

 

Presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma è presente il Reparto di Nefrologia

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