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Donne e salute in Italia, più longeve ma…

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Le donne vivono di più degli uomini ma usano più medicinali

Il nuovo rapporto sulla salute della donna in Italia mostra una realtà particolare: le donne italiane sono più longeve degli uomini (tra le più longeve d’Europa) ma al contempo sono grandi consumatrici di farmaci.

Oltre all’uso maggiore di medicine sorge una preoccupazione: con il passare degli anni le patologie considerate tipicamente maschili (malattie cardiovascolari, obesità, carcinoma polmonare) sono in aumento tanto da essere tra le cause principali di mortalità tra le donne. Ciò può spingere a pensare che lo stile di vita della società moderna ha di fatto apportato problematiche alle donne, che vivono di più “come uomini”. Di conseguenza si ammalano di più delle stesse patologie tipicamente maschili. Ma sono anche consumatrici di medicinali in misura maggiore rispetto ai loro compagni e consumano il 20% in più di farmaci.

I dati sono quelli dell’Osservasalute 2015 e sono raccolti nella quinta edizione del ‘Libro bianco sulla salute delle donne’ (a cura di Onda con il supporto di Farmindustria), l’appuntamento biennale con il mondo della medicina al femminile: un focus importante per una specificità di genere; il che vuol dire anche diverso accesso alle terapie, agli studi sperimentali e ai nuovi farmaci.

Bevono meno alcol e fumano di meno

Secondo lo studio, le donne fumano e bevono meno rispetto alla controparte maschile: il 14,8% della quota femminile dichiara di fumare, rispetto al 24,5% dei maschi; mentre l’8,2% consuma alcol ‘a livelli di rischio’, un terzo rispetto alla controparte maschile. Nonostante le donne in sovrappeso siano meno degli uomini (28,2% contro 44,8%), sono loro a praticare meno sport e a essere più sedentarie: solo il 10,3% fa attività sportiva con continuità e il 44,1% è sedentaria; contro, rispettivamente, il 27,1% e il 35,5% dei maschi.

«La nostra è una sfida intrapresa con idee e con slancio, convinti che si possa dare un contributo per modificare l’impostazione androcentrica della medicina – afferma la presidente di Onda, Francesca Merzagora – il volume rinnova il nostro impegno volto a rendere l’approccio di genere uno strumento di programmazione sanitaria».

 

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