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Favismo: non solo le fave sono da evitare

Favismo, non solo le fave sono da evitare - Casa di Cura Villa Mafalda di Roma - Villa Mafalda BlogChi soffre di favismo deve assolutamente conoscere quali sono gli alimenti ed i farmaci in grado di provocare la crisi emolitica acuta. L’approfondimento di oggi è dedicato ai fattori scatenanti ed ai sintomi correlati a questa problematica.

Si stima che il favismo sia un difetto congenito di natura ereditaria che interessa il 3% della popolazione. Se da un lato gli uomini vengono colpiti in forma grave, dall’altro le donne, portatrici del gene anomalo, possono trasmetterlo ai propri figli, ma soffrono di forme più lievi.

L’origine del disturbo è legato ad una carenza di un enzima, il glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, normalmente presente nei globuli rossi. Questo svolge un’importante funzione protettiva degli eritrociti (globuli rossi) e dei processi ossidoriduttivi che si svolgono in essi.

Il deficit enzimatico responsabile del favismo viene trasmesso ereditariamente con il cromosoma X del sesso. Per questa ragione un bambino che presenta la carenza dell’enzima avrà sicuramente madre o sorelle portatrici del gene difettoso.

Favismo: cosa bisogna evitare

Chi soffre di favismo deve assolutamente evitare di ingerire:

  • Fave
  • Piselli
  • Alcuni farmaci, tra i quali: antipiretici, analgesici, antimalarici, salicilici, sulfamidici, chinidina, menadione etc.

Tutti questi elementi inibiscono l’attività della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi eritrocitaria, impoverendo ulteriormente i globuli rossi dei soggetti carenti di questo enzima. Difatti, le sostanze ossidanti (che siano alimenti o farmaci) sono in grado di denaturare l’emoglobina degli eritrociti, i quali perdono la propria capacità di trasportare l’ossigeno alle cellule del nostro corpo. È proprio questo a scatenare poi la crisi emolitica e tutte le conseguenze ad essa correlata e di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Alcune persone non tollerano neanche l’esposizione ai pollini delle piantagioni o ai baccelli di fave fresche. In questi casi persino inalarne i vapori può creare problemi, per questo a partire da maggio fruttivendoli e supermercati devono segnalarne la presenza all’interno dei propri esercizi.

Inoltre, in via di precauzione sarebbe bene evitare anche:

  • Tutti i legumi, compresa la soia ed i prodotti da essa derivati
  • La Verbena Hybrida
  • I mirtilli
  • Il vino rosso
  • Le sostanze coloranti utilizzate per i tatuaggi o per tingere i capelli, come ad esempio l’henné

SINTOMI

Dopo 12-48 ore dall’ingestione delle sostanze sopra citate, il deficit enzimatico provoca un’improvvisa emolisi, ossia la distruzione dei globuli rossi. Questa a sua volta determina una anemia emolitica con ittero, causato dall’alta concentrazione nel sangue di bilirubina.
Nei casi gravi  quasi la metà dei globuli rossi viene distrutta e possono comparire i segnali di un collasso cardiocircolatorio. Nelle seguenti 12-48 ore il soggetto che soffre di favismo può manifestare in maniera improvvisa:

  • Debolezza e pallore
  • Febbre
  • Respiro difficoltoso
  • Polso debole ma rapido
  • Ittero della cute e delle mucose
  • Sclere oculari di colore giallo intenso
  • Urine ipercolorate (giallo-arancione)

DIAGNOSI

È possibile convivere tranquillamente con questa patologia. L’importante è sapere di soffrirne e conoscere quali sono gli alimenti ed i farmaci da evitare. La diagnosi, fondamentale a tale scopo, viene effettuata mediante un normale prelievo di sangue, su cui vengono eseguiti specifici test per la determinazione dell’enzima nei globuli rossi.

 

Per ulteriori informazioni:

Casa di Cura “Villa Mafalda”
Via Monte delle Gioie, 5  –  00199 ROMA
Tel. 06.860941
email: direzione@villamafalda.com
www.villamafalda.com/departments/ematologia
www.villamafalda.com/laboratorio-di-analisi-cliniche

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