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Prime soluzioni contro i superbatteri

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I superbatteri possono essere sconfitti, ecco come

Un concreto rischio per la salute e una minaccia per il futuro: ecco come sono visti i superbatteri, ovvero i batteri resistenti agli antibiotici. Ora uno studio apre uno spiraglio di luce sulla questione, dando una possibile soluzione al problema.

I ricercatori dell’Università di Melbourne, Australia, hanno scoperto una molecola a forma di stella, creata in laboratorio (un peptide polimerizzato, ovvero un composto organico risultante dall’unione di due o più molecole di amminoacidi formanti una catena con parti uguali che si ripetono in sequenza), che è in grado di penetrare le pareti dei batteri, uccidendoli. La forza della molecola sta anche nel fatto che può agire in diversi modi, persino ordinare al batterio di autodistruggersi.

I ricercatori sono cauti sul fatto che questa molecola possa sostituire gli antibiotici, che avranno sempre un ruolo centrale nella cura dei batteri. Per adesso lavorano per far agire questa molecola come rinforzo, soprattutto contro i batteri   gram-positivi e gram-negativi.

Una soluzione che deriva dal veleno degli scorpioni

Questo tipo di molecola è studiata almeno da una decina di anni e deriva dallo studio di alcuni veleni presenti in specie come lo scorpione. Questo tipo di veleno non serve solo come meccanismo di difesa, estremo, contro altre specie ma contiene anche le molecole che servono al sistema immunitario dello scorpione. La sfida è adattare queste molecole per gli esseri umani poiché, evidentemente, hanno un forte rischio di tossicità. Anche per questo motivo i ricercatori sono cauti sul sostituire gli antibiotici con queste nuove modalità di cura.

Il limite dei peptidi è che sono formulati per essere utilizzati dalla specie che li produce e dunque possono risultare poco efficaci o addirittura tossici nelle altre specie, per esempio l’uomo. Inoltre questi composti, o meglio quelli studiati finora, funzionano bene contro i batteri gram-positivi e non contro i gram-negativi, che sono quelli che preoccupano di più in quanto sviluppano l’ormai nota resistenza ai farmaci.

Lo studio australiano si compone anche di una parte interessante perché, dopo una modifica alla molecola, sono riusciti a sintetizzare un composto attivo anche sui batteri gram-negativi.

Una volta verificata la tossicità dei prodotti e le possibili conseguenze per la salute umana si potrà dire che siamo sulla buona strada per iniziare a debellare il problema dei superbatteri resistenti agli antibiotici.