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Cambiamenti climatici e allergie

Cambiamenti climatici e allergie - Casa di Cura Villa Mafalda di RomaCambiamenti climatici e allergie hanno un legame piuttosto stretto. È questo ciò che emergerebbe secondo i dati della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica. Ovviamente i bambini sono più esposti alle riacutizzazioni durante i cambiamenti climatici.

In un articolo precedente abbiamo parlato di come le persone che soffrono di allergia ai pollini possono alleviare i sintomi durante questo periodo. Oggi approfondiremo il legame tra cambiamenti climatici e allergie.

LEGAME TRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E ALLERGIE

Ad oggi il riscaldamento globale del nostro Pianeta ha fatto aumentare la quantità di pollini presenti nell’aria del 46%. Questo ha fatto anticipare l’inizio della pollinazione di molte specie di quasi un mese rispetto a quanto avveniva ad esempio negli anni ’90. Si stima che ogni grado in più faccia aumentare da 10 a 100 il numero di persone che soffrono di allergie durante il periodo primaverile.

Le allergie più frequenti scatenate da fattori climatici sono:

  • Asma
  • Rinite
  • Congiuntivite
  • Dermatite atopica

Inoltre, gli inquinanti ambientali, soprattutto le polveri sottili, possono aggravare i sintomi a carico dell’apparato respiratorio sia nelle forme acute che croniche.

Le sostanze che scatenano le allergie sono piuttosto sensibili ai cambiamenti climatici. Non a caso chi soffre di allergie legate ai pollini prodotti in Primavera non ha problemi in inverno, quando le temperature sono più basse.

Un altro fattore allergizzante sono gli acari. Normalmente le condizioni ottimali per la loro presenza sono: una temperatura di circa 25° C ed un tasso di umidità pari al 70-80%. In realtà, se il tasso di umidità al 65% persiste per alcune settimane e la temperatura supera i 22° C, la popolazione degli acari tende già ad aumentare. Per questa ragione la loro presenza raggiunge l’apice proprio alla fine dell’estate.

A causa dell’innalzamento costante della temperatura della Terra abbiamo, quindi, estati sempre più lunghe. Questo causa una maggiore quantità di acari presenti nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Per questa ragione si pensa che sempre più persone soffriranno di allergie respiratorie e cutanee.

Il dato confortante riguarda, invece, ciò che l’uomo sta facendo per ridurre il più possibile l’emissione di anidride carbonica. Questa rappresenta il maggior inquinante atmosferico prodotto dall’uomo stesso, nonché fattore che induce l’effetto serra ed i relativi cambiamenti climatici.

 

Per informazioni, contattare il Reparto di Allergologia e Allergologia Pediatrica presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma