Prevenzione

Tumore all’ovaio: conoscere i possibili campanelli di allarme

Tumore all’ovaio, conoscere i possibili campanelli di allarme - Casa di Cura Villa Mafalda di Roma - Villa Mafalda BlogIl tumore all’ovaio è tra le forme neoplastiche più aggressive tra quelle che coinvolgono gli organi dell’apparato riproduttivo femminile. Per questa ragione è importante conoscere i possibili campanelli di allarme ed effettuare regolarmente i controlli consigliati dal proprio ginecologo.

Il carcinoma ovarico origina dalla proliferazione incontrollata delle cellule delle ovaie. Si tratta di due piccoli organi a forma di mandorla (situati alla destra e sinistra dell’utero), responsabili della produzione di estrogeni e progesterone (gli ormoni sessuali femminili), nonché degli ovociti (le cellule riproduttive).

Questo tipo di neoplasia può essere: benigna, maligna o cosiddetta borderline. Le forme benigne non producono metastasi, caratteristica che fa sì che la neoplasia rimanga circoscritta alle ovaie. Al contrario, le forme maligne possono svilupparsi anche al di fuori dell’ovaio, diffondendosi, tramite il sistema linfatico e il flusso sanguigno, ad organi e/o tessuti vicini e lontani.

Esistono tre diverse tipologie di neoplasie maligne:
  • Carcinomi ovarici epiteliali. Rappresentano il 90% delle neoplasie ovariche a carattere maligno e prendono il nome proprio dalla zona da cui originano. L’epitelio, difatti, è quello strato sottile di tessuto, che riveste le ovaie
  • Carcinomi ovarici germinali. Questa seconda tipologia è ben più rara (solo il 5% di casi) e colpisce con più frequenza le adolescenti. Origina dalle cellule preposte alla produzione degli ovociti (le cellule germinali). I suoi marcatori tumorali sono riscontrabili nel sangue
  • Carcinomi ovarici stromali. Anche la terza forma è piuttosto rara (riscontrabile solo nel 4% dei casi). Si sviluppa dal cosiddetto “stroma gonadico”, il tessuto di sostegno dell’ovaio, responsabile della produzione degli estrogeni e del progesterone. È caratterizzato da un grado piuttosto basso di malignità. Inoltre, l’eccessiva produzione di ormoni femminili e maschili ad esso associata lo rende più facilmente diagnosticabile

TUMORE ALL’OVAIO: fattori di rischio e possibili campanelli di allarme

Oltre ad essere tra le forme neoplastiche ginecologiche più aggressive, il tumore all’ovaio è anche piuttosto subdolo. Difatti, nelle fasi iniziali può persino essere asintomatico. Tuttavia, esistono tre sintomi (spesso sottovalutati, in quanto possono essere correlati anche ad altri disturbi!), a cui invece è bene prestare attenzione:

  • Aerofagia, ossia la presenza di un’eccessiva quantità di aria nell’apparato digerente che può determinare gonfiori e tensioni addominali
  • Addome gonfio, dovuto proprio al sintomo precedente
  • Bisogno di urinare frequentemente
Tra i fattori potenzialmente in grado di aumentare il rischio di andare incontro al tumore ovarico ci sono:
  • Stile di vita. Sovrappeso, sedentarietà e tabagismo andrebbero evitati per abbassare il rischio di insorgenza della malattia
  • Età. Superati i 55 anni, in particolare dopo l’entrata in menopausa, le donne hanno una probabilità maggiore di soffrire di questa neoplasia
  • Anamnesi familiare. Il rischio diventa più alto se in famiglia esistono già altri casi di carcinoma ovarico, uterino, mammario o anche del colon
  • Fattore genetico. Essere portatrici di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 (BReast CAncer di tipo 1 e 2) espone queste donne ad un rischio maggiore
  • Menarca precoce. La comparsa delle mestruazioni prima dei 12 anni può aumentare il rischio di ammalarsi
  • Menopausa tardiva. Le donne che sono andate in menopausa dopo i 45-50 anni hanno una probabilità più alta di sviluppare il tumore
  • Non aver avuto figli. Aver avuto più gravidanze, così come aver assunto a lungo la pillola contraccettiva, sono considerati dei fattori di protezione nei confronti di neoplasie a carico dell’ovaio
  • Non aver allattato al seno. Anche allattare può proteggere dall’insorgenza della malattia

 

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