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Dolore, come riconoscerlo e curarlo

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Dolore acuto e dolore cronico

Il dolore è un sintomo molto comune e fastidioso. Ad oggi troppo spesso si tende ad autogestirlo tramite farmaci da banco ma non sempre è la scelta più corretta. Quando persiste oltre i 3 mesi si può già definire “dolore cronico” e va consultato il medico per individuarne la causa. Invece il “dolore acuto” è un episodio (o più episodi) contrastabili anche con semplici farmaci da banco.

Dolore cronico

Spesso si va dal medico accusando un malessere cronico e le indicazioni del paziente non aiutano il medico a decifrare l’entità dello stesso e la tipologia. Infatti la soglia di sopportabilità di un fastidio doloroso è molto personale: alcune persone hanno una minore resistenza mentre altre ne hanno una forte. Il caso più comune è nella differenza tra uomini e donne: le seconde, abituate spesso a fastidi dolorosi legati al ciclo mestruale o alla stessa circolazione, percepiscono come meno fastidioso un segnale doloroso proveniente dal basso ventre e possono anche mal interpretare un sintomo intestinale. Difficile che ciò accada agli uomini.

Le cause sono da ricercare accuratamente e spesso è un percorso lungo e pieno di “tentativi” iniziali. Questo può portare ad un certo pessimismo del paziente che può tendere a limitarsi a curare il sintomo non andando ad indagare a fondo nelle cause scatenanti.

Dolore acuto

La versione acuta, ovvero non persistente nel tempo salvo rare eccezioni, si può curare anche senza ricetta medica poiché potrebbero bastare antidolorifici da banco. Anche in questo caso sarebbe bene confrontarsi almeno con il farmacista sul tipo di farmaco o cura da effettuare.

 

A cura della Redazione Casa di Cura Villa Mafalda Blog

 

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